Voglia di vincere, voglia di risultato!

Voglia di vincere, voglia di risultato!

E’ la voglia di vincere che permette all’atleta di tenere alta la concentrazione, gestire l’energia, mantenere i nervi saldi e non farsi sopraffare dalla paura. Il vero campione si riconosce da queste caratteristiche. Chi sale sul podio racconta di aver tenuto duro fino in fondo, di averci creduto e di non essersi arreso neanche un istante! Crederci, crederci, crederci!  La voglia di vincere è quella che ha permesso a Gregorio Paltrinieri di ottenere  la medaglia d’oro nei 1500 Stile libero, a Niccolo Campriani di vincere due ori nel tiro a segno, Gabriele Rossetti l’oro nella finalissima del tiro a volo e a tanti altri italiani di vincere molte medaglie.   Tania Cagnotto è stata suprema. Alla sua ultima olimpiade dopo l’argento con la sua compagna nei tuffi sincronizzati ha conquistato la medaglia di bronzo dietro alle due cinesi imbattibili. A 16 anni dalla sua prima Olimpiade  sa di averne fatti tanti di sacrifici, rinunce e pianti con la volontà di non deludere le aspettative famigliari di uno sport  iniziato prima con il nonno atleta olimpionico che ha gareggiato nel periodo tra le due guerre e poi continuato con Giorgio il papà, anch’esso plurimedagliato. Quest’ultimo a Tania ha saputo dare tutto, preparazione atletica, tecnica e mentale e in questa ultima olimpiade Tania ha vinto la medaglia di bronzo perché ha avuto una grande voglia di risultato!

Testa e cuore

Queste Olimpiadi ci fanno riflettere sulle capacità che deve avere un’atleta per andare avanti e ci provocano emozioni come le lunghissime lacrime di Elia Viviani nell’Omnium di Ciclismo e di tutti quegli atleti che di fronte a un’irrefrenabile esplosione di alta emotività scaricano alla fine della gara tutte le ansie, tensioni e aspettative accumulate in quattro anni di allenamenti o più per chi ha sognato per un’intera carriera di vincere una medaglia olimpionica.

Comprendiamo pertanto quali ingredienti hanno messo in atto i nostri atleti di successo affinché la loro esperienza olimpionica potesse essere goduta, apprezzata e vissuta come la più importante “degustazione emotiva” di massimo livello.

Ricetta dell’atleta di successo, ingredienti:

  1. Costanza,  poiché senza di essa non si può pensare di costruire nulla;
  2. Disciplina, consente di essere costanti e di allenarsi con metodo
  3. Allenamento, permette di acquisire la  preparazione atletica e tecnica
  4. Preparazione mentale (Mental Coaching),  è il turbo che fa andare al massimo
  5. Testa e cuore per spingersi oltre e dare un senso  a tutto il resto!
  6. Crederci fino in fondo poichè il sistema di credenze è il più grosso “filtro mentale”

I suddetti elementi pertanto non dovrebbero mai mancare sia nella fase di preparazione delle competizioni sia per la costruzione di una carriera sportiva di alto livello.

Sport individuale e sport di squadra

Un’altra riflessione da fare è relativa allo sport individuale e allo sport di squadra. Cosa cambia per l’atleta?

In realtà ciò che cambia è la necessità di interfacciare le abilità personali con le abilità dei compagni di squadra al fine di conseguire, con un’apposita architettura e preparazione,  tutti insieme il risultato desiderato. Negli sport di squadra vince la compattezza, l’unione e l’intesa che i giocatori hanno tra di loro. L’esempio di cosa non dovrebbe accadere per evitare di mandare all’aria una preparazione e un possibile risultato, è quello della coppia di tuffatrici del sincro che hanno litigato poiché la notte prima della gara, Ingrid Oliveira, ha portato in camera un compagno “sfrattando” la collega che poi il giorno dopo ha segnalato tutto alla federazione. Conseguenza, ottavo posto alla finale e lite in diretta TV. Direi che non è proprio stato un esempio di disciplina e testa da parte dell’atleta Oliveira. Ecco così mandati all’aria anni di allenamento. Ci vuole veramente poco per dare un calcio a tutto quello che si è costruito in anni di lavoro andando poi a penalizzare non solo la propria prestazione ma anche quella del compagno o dei compagni.

Ecco perché, a conclusione di questo articolo, è bene ricordare che per essere dei campioni ci vuole testa, cuore e tanta disciplina!

Ciao alla prossima!

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